Inclusione sociale e buona cucina: il protocollo di solidarietà tra OPSA e Gruppo Felsineo

gruppo felsineo modiano dei ragazzi opsa

Da poche settimane abbiamo siglato con Gruppo Felsineo, storica azienda bolognese produttrice di mortadella e affettati vegetali e biologici, un protocollo d’intesa che prevede la realizzazione di attività laboratoriali di cucina all’ OPSA, con il coinvolgimento degli Ospiti, di rappresentanti del Gruppo Felsineo e di alcuni ragazzi e operatori del Centro Modiano Anffas Bologna.

Inclusione sociale significa lavorare insieme

La collaborazione con OPSA per il Gruppo Felsineo è un prosieguo dell’espansione nazionale del progetto di inclusione sociale che da tempo porta avanti e che li ha portati proprio nella nostra Casa, una realtà che condivide gli stessi valori di inclusione, sostenibilità, educazione alimentare e attenzione ai valori umani. 

Da questa comunanza di intenti nasce un Protocollo d’Intesa che è stato siglato il 19 gennaio 2026.

Il ruolo strategico del Centro Modiano dei Ragazzi

Il Centro Modiano (struttura sociosanitaria destinata a persone con disabilità intellettiva e/o relazionale e gestito dalla Cooperativa sociale Bologna integrazione a marchio Anffas) da sempre lavora su progetti di inclusione sociale e rappresenta l’anima originaria del progetto “Fantasia e buona cucina” realizzato con Gruppo Felsineo. Il Centro ha svolto anche in questa collaborazione un ruolo strategico, perché vengono proprio da Modiano dei Ragazzi Pietro, Matteo e gli altri Ospiti e professionisti che hanno visitato in queste settimane la nostra Casa, stringendo amicizia e condividendo la propria esperienza e il proprio lavoro quotidiano.

Laboratori di inclusione sociale

Il Servizio Educativo e il Servizio di Riabilitazione hanno collaborato alla progettazione dei laboratori dove l’inclusione sociale ha significato letteralmente rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro, scoprendo spesso che in cucina c’è sempre da imparare. Durante i laboratori i partecipanti, sotto la guida dello chef Davide Beda, hanno lavorato fianco a fianco rivisitando ricette venete utilizzando la Mortadella e l’affettato vegetale Mopur® del Gruppo Felsineo. I laboratori hanno coinvolto il maggior numero possibile di Ospiti, valorizzando le inclinazioni personali e permettendo l’accesso all’esperienza anche a persone con abilità residue limitate, ma forte motivazione. La nostra cucina è diventata così uno spazio di relazione, espressione e condivisione.

Le nostre impressioni

«Seduti al tavolo a tagliare verdure prima, e a mangiare il frutto del loro lavoro poi, sempre con un grande sorriso che mostrava la loro soddisfazione: per i nostri Ospiti sono state giornate fuori dalla routine davvero speciali», commenta don Roberto Ravazzolo, Direttore Generale di OPSA. «Fianco a fianco con i frequentatori del Centro Modiano si sono creati nuovi contatti e amicizie che non mancheremo di coltivare. Siamo grati a Felsineo per questa proposta: gli obiettivi di sostenibilità sociale e di inclusione che, come azienda, si è posta sono anche i nostri»

«La diversità per noi è una fonte di arricchimento e la buona cucina rappresenta lo strumento ideale per promuovere l’integrazione sociale», sottolinea Emanuela Raimondi, Amministratore Delegato di Gruppo Felsineo. «In qualità di Società Benefit crediamo profondamente nel ruolo sociale delle imprese e cerchiamo di garantire attività che abbiano ricadute positive su comunità e ambiente. Un ringraziamento particolare va agli ospiti e agli operatori di OPSA e del Centro Modiano, protagonisti di questa preziosa esperienza di condivisione».Lara Pizzirani, Educatrice CSRD Cooperativa Sociale Bologna Integrazione Anffas, conclude così: «Siamo rimasti colpiti dalla struttura immensa e dalla calorosa accoglienza ricevuta. Abbiamo vissuto una giornata di autentica condivisione, dalla preparazione del pranzo al momento conviviale a tavola, tra tradizioni bolognesi e padovane. Il canto finale e le foto di rito hanno suggellato un incontro ricco di umanità e amicizia. Siamo tornati a Bologna stanchi ma arricchiti, con il desiderio di coltivare questo legame per il futuro».


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