Scienze Motorie dall’aula alla palestra gli studenti all’opera

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Anche quest’anno abbiamo ospitato il corso di laurea Scienze motorie per mostrare come si

svolge l’attività motoria adattata: decine di universitari hanno potuto toccare con mano quello che stanno studiando.

Tra marzo e aprile ci hanno fatto visita gli studenti dei corsi di laurea triennale in Scienze motorie e magistrale in Scienze e tecniche dell’attività motoria preventiva e adattata dell’Università di Padova. Per i ragazzi, accompagnati dai loro docenti, fare lezione nella nostra palestra e partecipare operativamente all’attività condotta dai nostri chinesiologi ed educatori è stata un’occasione di formazione importante, come leggerete dalle loro stesse parole.

Lezione di Scienze Motorie

Il 17 marzo abbiamo accolto 25 studenti del corso di laurea triennale in Scienze motorie, accompagnati dalla prof.ssa Erica Gobbi.

«La mattinata all’OPSA è stata una delle esperienze più toccanti, se non la più toccante, che abbia vissuto durante il mio percorso universitario. Da studente del corso di laurea in Scienze motorie ritengo che questo incontro sia stato estremamente utile per permetterci di vedere, vivere attivamente, e provare a capire da vicino questo mondo. Prima di entrare pensavo di trovare semplicemente una struttura sanitaria; invece ho incontrato persone, storie e sguardi che mi hanno lasciato qualcosa di profondo. Mi ha colpito il modo in cui gli Ospiti vengono accolti e accompagnati ogni giorno, con rispetto e umanità. Anche nei piccoli gesti si percepiva quanto sia importante far sentire ogni persona ascoltata e mai sola. Durante la visita ho provato emozioni contrastanti: da una parte tristezza nel vedere situazioni di fragilità e sofferenza, dall’altra una forte ammirazione per chi dedica il proprio tempo e il proprio lavoro agli altri con così tanta dedizione. Tornando a casa ho pensato molto a quanto spesso, nella vita quotidiana, questi aspetti vengano dati per scontati. Questa esperienza mi ha ricordato il valore della vicinanza umana, dell’empatia e dell’attenzione verso l’altro. Tutto questo è anche ciò che mi ha spinto a voler iniziare un percorso di volontariato all’interno della struttura stessa, con il desiderio di poter dare, anche nel mio piccolo, un po’ del tempo e dell’attenzione che ho visto donare ogni giorno alle persone ospitate».

Manuel

«È stata un’esperienza che mi ha fatto cambiare prospettiva: poter vedere da vicino e vivere concretamente quanto studiato, ha dato un significato diverso alla teoria. Nel nostro piccolo abbiamo condiviso un momento di leggerezza e serenità con gli Ospiti che ha confermato la scelta di aver intrapreso il percorso giusto come tirocinante, rafforzando ancora di più la motivazione verso questa scelta».

Claudia

«Durante la mattinata trascorsa con gli Ospiti, ho potuto osservare come l’attività motoria adattata debba mettere al centro le capacità individuali, piuttosto che i limiti, consentendo a ciascuno di partecipare e di esprimersi al meglio delle proprie possibilità. Inoltre, ho potuto apprezzare come il movimento rappresenti un importante strumento di relazione, capace di promuovere la socialità e di favorire momenti di condivisione tra chi lo pratica. L’esperienza ha rafforzato la mia consapevolezza riguardo al ruolo fondamentale che io e i miei compagni avremo, in qualità di futuri professionisti, nel promuovere l’inclusione attraverso il movimento, confermando la mia scelta di svolgere il tirocinio all’OPSA».

Linda

Gli studenti di Scienze Motorie all’OPSA in aprile

Il 23 aprile abbiamo accolto 14 studenti del corso di laurea magistrale in Scienze e Tecniche dell’Attività Motoria Preventiva e Adattata, accompagnati dai prof. Davide Lago, Sara Faggian e Valentina Bullo.

«L’esperienza all’interno dell’OPSA è stata per me ricca di significato, sia personale che professionale, lasciandomi un segno indelebile nel cuore. Tra sorrisi, sguardi e piccoli grandi traguardi motori, ho toccato con mano il vero valore terapeutico di un gesto personalizzato per chi convive con disabilità complesse. Collaborare con il team di chinesiologi della struttura mi ha permesso di vedere sinceramente come il movimento, declinato nelle sue mille sfaccettature, sia prima di tutto un atto di cura e di ascolto profondo».

Gaia

«È stata per me un’esperienza molto significativa e formativa. Ho avuto l’opportunità di relazionarmi fin da subito con gli Ospiti della struttura, svolgendo delle piccole attività in palestra insieme. Mi sono messa in gioco in un ambiente nuovo e quello che mi rimane di questo incontro è il valore del rapporto umano: l’empatia, un contatto, una parola o un semplice sorriso sono le strategie fondamentali su cui costruire ogni attività».

Mariasole

News rielaborata a partire dall’articolo pubblicato nel numero di luglio-agosto 2026 de la Provvidenza, presto disponibile in formato cartaceo negli spazi comuni della Casa  


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