
Il progetto di “accessibilità allargata” al patrimonio artistico, culturale e scientifico, che vede lavorare insieme da due anni Università di Padova e OPSA, continua a evolversi con nuove idee e obiettivi sul decadimento cognitivo.
Musei in Valigia e Unipd: collaborazione su patrimonio culturale e decadimento cognitivo
È passato un anno dall’ultima volta che abbiamo parlato di “Musei in Valigia”, la proposta che vede l’OPSA, con Casa Madre Teresa di Calcutta, collaborare con il Centro di Ateneo per i Musei dell’Università di Padova (CAM) in un progetto di “accessibilità allargata” che ha l’obiettivo di promuovere e studiare nuove modalità di fruizione del patrimonio culturale, artistico e scientifico da parte di chi non può, o non ha la possibilità o la capacità, di recarsi in un museo. In questo anno “Musei in Valigia”, che con OPSA esplora le ricadute e le prospettive del progetto nelle persone con decadimento cognitivo, ha visto realizzare altre due tappe – la terza e la quarta, per amor di statistica – in tempi molto ravvicinati e sempre con grande successo. Mentre è in fase di progettazione la prossima, cogliamo l’occasione di fare un punto della situazione su come si sta evolvendo questo percorso e su quali direzioni.
L’evoluzione del progetto
È doveroso, prima di guardare al futuro, fare un passo indietro per ricordare come siamo partiti. Il progetto “Musei in Valigia” è stato avviato dal CAM a maggio 2023, a partire dal lavoro del progetto “Università in Carcere”. Portando le collezioni “fuori” dagli spazi tradizionali, l’obiettivo del Centro di Ateneo per i Musei era ideare nuove modalità di visita per quanti sono impossibilitati a recarsi nelle sedi espositive per diversi motivi, siano essi di salute, economici o di privazione della libertà personale, come nel caso dei detenuti da cui è partito tutto. Nel 2024, volendo esplorare la fruizione del patrimonio culturale da parte delle persone con fragilità, il CAM ha individuato come partner noi dell’Opera della Provvidenza S. Antonio, poi l’Associazione italiana ciechi e ipovedenti e l’Hospice pediatrico di Padova. Nello specifico, OPSA collabora con Casa Madre Teresa di Calcutta in un percorso, quindi, che coinvolge come beneficiari persone con decadimento cognitivo.
Tappe e professionisti coinvolti
Ogni tappa, progettata dai professionisti del CAM e dell’OPSA insieme, si realizza secondo uno schema, ormai consolidato: alla scelta del tema seguono quattro incontri che si tengono in struttura, due gestiti dai conservatori del Centro di Ateneo per i Musei e due dai nostri operatori interni, per consolidare l’esperienza vissuta dagli Ospiti. L’esperienza, poi, si chiude con una visita al museo di riferimento per il tema proposto. Nel 2024 la prima tappa ha avuto come filo conduttore “Natura e mito: archeologia e arte” e la visita finale al Museo della Natura e dell’Uomo. Nel 2025 una stessa idea esplorativa, e cioè come la natura si adatta ad ambienti e cambiamenti, è stata alla base della seconda tappa su “Dentizione e masticazione” (visita al Museo di Medicina veterinaria di Agripolis) e della terza su “Movimento e migrazioni” (visita ancora al Museo della Natura e dell’Uomo). La quarta tappa, nei primi mesi del 2026, ha avuto come tema “Biodiversità e sostenibilità ambientale” e si è conclusa con una visita al Museo di Geografia. I professionisti di riferimento per l’OPSA sono Marta Michelotto, responsabile dell’Area sviluppo e formazione; Andrea Melendugno, del Servizio di psicologia nell’Area Anziani; Giada Miazzo, Responsabile dei Centri diurni, gli OSS in servizio negli stessi e Vito Schiavone, il volontario di Servizio Civile Universale che sta svolgendo il suo incarico proprio a Casa Madre Teresa.
Il benessere degli Ospiti
Di tappa in tappa, “Musei in Valigia” sta aprendo strade nuove da diversi punti di vista. Innanzi tutto, gli innegabili – ma ancora non “quantificati” in senso classico – benefici per gli Ospiti che vi partecipano, con una novità importante: oltre ai frequentatori dei Centri diurni, in una delle ultime tappe sono stati coinvolti anche alcuni Ospiti dei Nuclei residenziali. L’esperienza culturale complessiva, offerta da questo percorso, è in grado di riattivare nelle persone memorie, emozioni e dimensioni relazionali, nel tempo progressivamente erose dal decadimento cognitivo. Con “complessiva” intendiamo non solo l’affrontare i temi di volta in volta proposti dagli incontri, ma anche la modalità “sociale” in cui questi incontri si svolgono, che culmina con una uscita che consente agli Ospiti di frequentare luoghi magari già vissuti in passato (per esempio le vie del centro cittadino per raggiungere il museo), ma che ora fanno meno parte della loro quotidianità. Gli effetti positivi di tutti questi input, in termini di benessere e proattività, sono visibili e si protraggono per un limitato periodo di tempo, circa due o tre mesi, poi “svaniscono” per effetto della progressione della malattia neurodegenerativa. Proprio per riuscire a studiare meglio questi benefici, una delle prime prospettive che emergono da “Musei in Valigia” è che l’Università di Padova sta studiando una metodologia scientifica per analizzarli e valutarli.
Un patrimonio universale
Un’altra prospettiva che emerge dal percorso e, soprattutto, dalla coprogettazione tra CAM e OPSA, in cui sono coinvolti professionisti dai background diversi, è quella di poter nel tempo arrivare a costruire una modalità di fruizione del patrimonio culturale, artistico e scientifico che possa essere “a misura” delle persone con decadimento cognitivo. Da un lato ci sono i professionisti “della cultura”, che conoscono tutte le storie che si possono raccontare a partire da documenti e oggetti dentro alle teche. Dall’altro ci sono i professionisti “della malattia”, che sanno come interfacciarsi con le persone fragili, in un contesto di gruppo ma anche singolarmente, dato che quotidianamente si prendono cura di loro. È di questo lavoro di squadra, che mette insieme discipline diverse con un obiettivo comune, di cui i nostri Ospiti beneficiano. Obiettivo comune che realizza appieno l’idea che arte, cultura e scienza sono un patrimonio universale, che può essere fruito da tutti, per tutti.
News rielaborata a partire dall’articolo pubblicato nel numero di aprile 2026 de la Provvidenza, disponibile in formato cartaceo negli spazi comuni della Casa
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