Area Anziani: la musica costruisce ponti di vita

23 Febbraio, 2026
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Per un anno e mezzo circa le abitudini quotidiane di Casa Madre Teresa di Calcutta hanno preso una strada un po’ diversa dal solito. A causa dei lavori di ristrutturazione, gli Ospiti si sono temporaneamente trasferiti nella struttura centrale dell’OPSA in via della Provvidenza, condividendo spazi, momenti e routine con gli Ospiti di Casa S. Massimiliano Kolbe. Un cambiamento importante, che inizialmente
poteva sembrare solo una necessità organizzativa, ma che con il tempo ha rivelato un valore aggiunto inaspettato. La vicinanza fisica tra le due realtà ha infatti favorito nuove conoscenze, relazioni spontanee,
chiacchiere nei corridoi, sorrisi scambiati durante le attività comuni.  La vicinanza fisica tra le due realtà ha infatti favorito nuove conoscenze, relazioni spontanee, chiacchiere nei corridoi, sorrisi scambiati durante le attività comuni. Pian piano, quella che poteva essere percepita come una sistemazione provvisoria è diventata un’occasione preziosa di incontro e di condivisione.

In Area anziani, canti per Ospiti e familiari

È proprio in questo clima che ha preso forma un progetto di musicoterapia, in collaborazione col Servizio Educativo, che ha visto protagonista il coro I Riaccordi, composto dagli Ospiti di Casa Madre Teresa. La musica, si sa, ha una capacità speciale: unisce, risveglia ricordi, crea ponti anche dove le parole a volte faticano ad arrivare. Così, una volta al mese, I Riaccordi si sono recati a Casa Kolbe per un concerto aperto non solo agli Ospiti, ma anche ai familiari, trasformando un pomeriggio qualunque in un momento di festa e partecipazione. Con la conclusione dei lavori in via Mazzini e il rientro negli spazi “ufficiali” Casa Madre Teresa, ci siamo chiesti se questa bella tradizione dovesse fermarsi. La risposta è arrivata quasi da sola: alcune esperienze meritano di essere custodite e portate avanti. Ed è così che abbiamo deciso di continuare questo appuntamento, anche a strutture nuovamente “separate”. Il 30 gennaio, il coro I Riaccordi è tornato a Casa Kolbe per il primo concerto di questo nuovo capitolo. Un ritorno accolto con entusiasmo, applausi e tanta emozione. Un gesto semplice, ma ricco di significato, che conferma come le relazioni costruite nel tempo non conoscano muri, né ristrutturazioni. E questo che potrebbe sembrare poco, o addirittura potrebbe sembrare perfino scontato, in realtà non lo è. Lo si evince, quasi quotidianamente, anche dagli accadimenti che ci circondano, dall’abitudine e dalla tendenza che ciascuno di noi può vivere, abitando la terra e le relazioni, nella tentazione continua di costruire più facilmente “muri”, piuttosto che “ponti”.

Camminare insieme

Saper costruire ponti costringe ciascuno di noi ad uscire dalla propria comfort zone, e ci spinge alla possibilità di approdare e convincersi che tenere le cose insieme, mantenere contatti, aprire porte e finestre, rimanere nella disponibilità che qualcosa cambi, veder accadere l’inatteso, in realtà, diventa molto più arricchente e benefico. Ma non è immediatamente alla portata di tutti, perché questo richiede inevitabilmente una presa di posizione, uno sforzo anche professionale, la scelta di spendere energie in più e, talvolta, perfino decidere definitivamente di lasciare andare qualcosa che non è più di aiuto o, diversamente, rimotivarsi a perseguire un obiettivo che ci sembra foriero di benessere. La motivazione, nel tenere uno sguardo “curioso” sull’altro, ha la sua radice in una constatazione, non solo filosofica o sociologica, ma profondamente identitaria per ogni persona e, cioè, il fatto che è importante sapersi dire e ripetere costantemente “per essere ciò che sono, io ho bisogno di te”. Se questo vale a livello interpersonale, relazionale, gruppale, vale anche per una struttura come la nostra, nella quale noi professionisti e caregiver ci troviamo ad operare, ma nella quale i nostri Ospiti vivono e trovano altra vita. Il desiderio di costruire ponti – anche attraverso il mantenimento e la proposta di attività educative e di musicoterapia comuni e condivise – all’interno delle Case che accolgono gli Ospiti nell’Area Anziani (Casa Madre Teresa, Casa Kolbe e Casa Bortignon) e che costituiscono una parte altrettanto importante della “grande Casa” OPSA, ha il suo senso proprio qui: favorire una conoscenza reciproca, continuare a camminare insieme, riconsegnare l’uno all’altro le fragilità di una stagione della vita, non perdere le relazioni instaurate, permanere nel desiderio di essere ancora protagonisti della propria storia.

Continuità di relazioni

L’orizzonte dentro il quale ci stiamo muovendo, come servizi dell’Area Anziani di OPSA, e la prospettiva con la quale, piano piano, stiamo acquisendo confidenza – sostenuti in questo da una “visione d’insieme” della Direzione – è la capacità di assumere e di fare sempre più nostro un atteggiamento di “flessibilità osmotica”, cioè la capacità di coltivare e favorire una propensione all’incontro dell’altro nella sua complessità, complessità che ci costringe a rimodellarci continuamente sui bisogni emergenti, ma contestualmente diventa occasione per poter attingere e assorbire da ciascuno ciò che di buono porta con sé, nella disponibilità, a nostra volta, di rimettere in circolo ciò che si è condiviso. È proprio per questo che abbiamo deciso di mantenere un concerto del coro I Riaccordi a Casa Kolbe, ogni ultimo venerdì del mese per tutto l’anno. Sarà un appuntamento fisso da segnare in agenda. Perché la musica, quando è condivisa, continua a fare quello che sa fare meglio: creare legami e farci sentire parte della stessa comunità. 

Nicola De Rossi

Servizio Educativo

Simone Ormenese

musicoterapeuta Area Anziani

(News rielaborata dall’articolo originale pubblicato sul numero di gennaio 2026 de la Provvidenza, disponibile in formato cartaceo negli spazi comuni dell’OPSA).


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