Giornata europea dei caregiver familiari, l’appello di OPSA: «Il Veneto rinforzi e metta a sistema le iniziative già presenti»

ingresso CMT OPSA

Il Progetto ORA della Fondazione Cariparo ha preso il via nel 2009 proprio all’Opera della Provvidenza S. Antonio, aprendo a Casa Madre Teresa di Calcutta il suo primo centro di ascolto

È la prima Giornata europea dei caregiver familiari che il Veneto festeggia con una legge regionale propria, approvata nei giorni scorsi all’unanimità dal Consiglio regionale. La legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara” restituisce dignità alle persone che si prendono cura dei familiari fragili, siano essi persone con disabilità o non autosufficienza, e promuove percorsi di sostegno e supporto. In attesa di vedere come la delibera attuativa della Giunta regionale darà concretezza alla norma, l’Opera della Provvidenza S. Antonio da osservatrice privilegiata si fa portavoce di un appello alle istituzioni: «Ci auguriamo che la Regione parta dalle buone pratiche già diffuse nel territorio, affinché non venga disperso ma, anzi, venga rinforzato e messo a sistema il patrimonio di esperienze che si è sviluppato negli anni, anche in assenza di una cornice strutturata. Come il Progetto ORA, che ospitiamo sin dai suoi inizi», afferma don Roberto Ravazzolo, direttore generale OPSA.

Il Progetto ORA

Il Progetto ORA (orientamento, rete, ascolto. Ex Progetto Alzheimer) è una iniziativa della Fondazione Cariparo che garantisce in otto centri dell’Ulss 5 Polesana e dell’Ulss 6 Euganea spazi di ascolto, supporto e formazione peri caregiver familiari di persone con demenza. Il progetto nasce operativamente nel 2009 proprio all’OPSA: in uno spazio dedicato all’interno del Centro Servizi Casa Madre Teresa di Calcutta, infatti, l’allora Progetto Alzheimer ha aperto il suo primo centro di ascolto. Oltre all’OPSA, nel territorio padovano i centri sono collocati in altre strutture residenziali, e cioè Fondazione Santa Tecla di Este, Centro Servizi Moretti Bonora a Camposampiero, Centro Servizi Galvan a Pontelongo e Piove di sacco, Fondazione OIC; nel territorio polesano gli spazi sono presenti a Rovigo, Adria e Badia Polesine. In questi 17 anni di attività, il bilancio dei servizi erogati, in forma gratuita, è importante: 30.515 consulenze psicologiche in presenza, online o telefoniche; 340 corsi di formazione e seminari, 296 gruppi psico-educazionali. Gli utenti presi in carico sono 1778. «Per strutture come la nostra, ospitare i centri di ascolto del Progetto ORA è un valore aggiunto», conclude Ravazzolo, «non solo per i familiari dei nostri Ospiti, diurni o residenziali, che hanno in loco un ulteriore servizio, ma anche per lo scambio di conoscenze, esperienze e progettualità che avviene tra gli operatori delle due realtà. Si tratta di un arricchimento del bagaglio professionale di ciascuno, che va a beneficio della qualità dei servizi offerti».


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