
Durante l’estate accogliamo decine di giovani che desiderano svolgere nella nostra Casa questa esperienza che tocca profondamente a livello umano e spirituale. In particolare, quest’anno molti partecipanti sono orientati alla vita consacrata
I campi servizio dell’estate 2026 si concluderanno ufficialmente verso la fine di settembre: ospiteremo, infatti, anche alcuni ragazzi universitari che desiderano vivere questa esperienza prima dell’inizio delle lezioni. Esperienza vissuta, da giugno a oggi, da ben 91 ragazzi di età compresa tra i 16 e i 30 anni. Quest’anno, in particolare, alcuni giovani hanno scelto il campo servizio all’OPSA per un percorso di formazione personalizzata, orientato al cammino di una possibile consacrazione. Di essi riportiamo la testimonianza.
Testimonianza dei campi servizio estate 2026 all’OPSA
«Dal punto di vista umano l’esperienza è stata di grande intensità. Ha stimolato una profonda riflessione sul valore della vita umana nelle sue molteplici dimensioni. In particolare, è emersa con forza l’unicità di ciascuna persona e il potenziale racchiuso negli Ospiti incontrati. Sul piano spirituale, l’esperienza ha favorito una maggiore attenzione alla cura della vita interiore. I diversi momenti di preghiera proposti dall’OPSA hanno contribuito a una relazione più semplice e immediata con il Signore. Dal punto di vista pastorale, l’esperienza ha consentito, in qualità di seminarista, di sperimentare serenità nel servizio di accompagnamento alle persone fragili. Tale servizio si è rivelato reciprocamente fecondo, poiché alla cura offerta ha corrisposto una significativa crescita a livello umano».
Rocco, seminarista di Vittorio Veneto
«In questi giorni ho incontrato persone segnate dalla malattia e dalla disabilità. Questo mi ha aiutato a fermarmi oltre le apparenze e a riconoscere il valore e la dignità di ogni persona. Sul piano umano ho imparato che spesso ciò che conta non sono le parole o i gesti straordinari, ma una presenza semplice, fatta di ascolto, attenzione e tempo donato. Dal punto di vista spirituale, ho percepito la presenza del Signore nei volti e nelle storie delle persone incontrate. La loro fragilità mi ha interrogato e mi ha richiamato a ciò che è essenziale, aiutandomi a vivere il Vangelo in modo più concreto. Per il mio cammino pastorale, questa esperienza mi ha ricordato che il Ministero nasce dall’incontro reale con le persone. Ho capito quanto sia importante stare accanto agli altri con rispetto e umiltà, lasciandomi educare dalle loro storie. Porto con me la convinzione che la fragilità non sia solo un limite, ma anche un luogo in cui Dio continua a parlare e a formare il cuore di chi lo segue».
Marco, seminarista di Treviso
«L’esperienza vissuta all’OPSA dal 25 luglio al 10 agosto è stata per me molto significativa a livello personale e per il mio cammino di preparazione all’ordinazione sacerdotale. È stata la prima volta in cui ho avuto la possibilità di stare vicino a persone fragili: gli Ospiti, che potevano sembrare persone da aiutare, si sono rivelati l’aiuto più grande per comprendere che tutti ci incontriamo nel bisogno. Da un punto di vista pastorale, ho compreso quanto sia importante mettersi a servizio degli altri e che nella pastorale occorre sempre trovare la modalità giusta per coinvolgere attivamente tutti. Da un punto di vista spirituale, l’esperienza fatta nella casa per i sacerdoti mi ha aiutato a riflettere molto sulla morte. Essa, in un’ottica cristiana, non suscita paura, ma invoca speranza. Porterò sempre con me quest’esperienza: all’inizio pensavo di dover dare io qualcosa agli altri, ora posso dire di essere stato io a ricevere di più».
Giacomo, seminarista di Oppido Mamertina – Palmi
Questi ragazzi hanno arricchito la nostra Casa, portando una ventata di freschezza ed energia, e creando profondi intrecci spirituali. Durante alcune sere abbiamo incontrato altre realtà attive nel sociale all’interno della diocesi di Padova: sono state occasioni di confronto per comprendere come la Chiesa sul territorio sappia farsi prossima, dando risposte concrete e strutturate ai bisogni sociali e alle fragilità odierne. Il valore di questi percorsi si rivela proprio nella bellezza dei legami che nel tempo continuano a fiorire e a consolidarsi. Ricordiamo con gioia, per esempio, l’esperienza di don Simone da Verona che in passato, da seminarista, ha partecipato ai nostri campi servizio. Il legame è diventato così forte che una rappresentanza degli Ospiti ha partecipato alla sua consacrazione, e don Simone ha ricambiato questo affetto tornando in visita. Il nostro augurio e la nostra preghiera sono che anche con i giovani di quest’anno si possa un giorno condividere la gioia del sì definitivo al Signore. Intanto, grati per ogni istante vissuto, auguriamo di cuore un buon cammino a tutti!
Lorenza Bertazzo
referente gruppi in visita, FSL e volontari OPSA
News rielaborata a partire dall’articolo pubblicato nel numero di settembre 2026 de la Provvidenza, disponibile in formato cartaceo negli spazi comuni della Casa
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