laProvvidenza

LA PROVVIDENZA – NOVEMBRE 2026 

Image

Editoriale

Una bella festa in famiglia quella di venerdì 23 ottobre per ricordare e festeggiare il 70esimo anniversario della benedizione della prima pietra della nostra casa, impartita dall’allora patriarca di Venezia Angelo Roncalli, alla presenza anche del Presidente della Repubblica Mario Segni. Una festa con gli Ospiti e per gli Ospiti che sono l’anima della Casa, il motivo per cui il fondatore, il vescovo Girolamo Bortignon, diede inizio all’Opera. Conosciamo la genesi di questa sua idea profetica: il lungo viaggio pastorale attraverso la diocesi di Padova durante il quale, su un taccuino, segnò accuratamente i tantissimi casi di persone con disabilità nascoste come tristi fantasmi nelle povere case. Sappiamo anche che, il 2 luglio 1955, dopo averne parlato con il giovane sacerdote Francesco Frasson, che sarebbe diventato il primo direttore della Casa, mons. Bortignon andò a pregare sulla tomba di sant’Antonio uscendone risoluto di dover fare qualcosa per riconoscere la dignità dovuta a ogni essere umano.

Questa idea profetica non nacque dal nulla, maturò invece nel fondamentale e profondo solco tracciato dalla Dottrina Sociale della Chiesa, in particolar modo dal magistero di Pio XII il quale, oltre ad auspicare una ricostruzione della società ferita dalla guerra, parlava di una Chiesa come un corpo unico nel quale ogni membro ha valore e raccomandava un’attenzione speciale per i più deboli e sofferenti. Di questo invito abbiamo un segno evidente nel motto posto all’ingresso dell’OPSA Christo in fratribus (servire Cristo nei fratelli), donne e uomini a cui spettano piena cittadinanza e dignità, che non dipendono dalle capacità cognitive o produttive ma sono intrinseche in ogni individuo che è creato a immagine di Dio. Angelo Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII, nel suo intervento del 23 ottobre 1956, anche in virtù di quanto il vescovo di Padova stava iniziando, in maniera risoluta ribadì che «Non si può dare per carità ciò che è dovuto per giustizia!», quasi prefigurando alcuni aspetti della sua enciclica Mater et Magistra, che estenderà la Dottrina Sociale ai temi del welfare moderno, della salute pubblica e della solidarietà verso i più fragili, codificando su carta ciò che Bortignon aveva costruito in mattoni.

E oggi, settant’anni dopo, troviamo Papa Leone che nella Magnifica humanitas scrive: «La giustizia sociale si riconosce dalla capacità di un ordine sociale, economico e politico di permettere a tutti – e in particolare ai più fragili – di vivere in modo davvero umano, senza che nessuno sia lasciato indietro. Il Magistero recente ha insistito sul fatto che la giustizia sociale esige uno sguardo che parta dagli ultimi». Pietre fisiche e gemme preziose della dottrina sociale, verità e carità, per la “custodia della persona umana” anche ai nostri tempi.

In questo numero

OPSA È

Pensare la sanità
Senza il volontariato dove andrebbe la cura?

È difficile calcolare il peso effettivo del Terzo Settore nei servizi sociosanitari, ora in crisi strutturale, ma è evidente che esso offra un supporto imprescindibile, soprattutto nelle attività sociali. Anche il legislatore sembra essersene accorto.

Settant’anni in cantiere una pietra dopo l’altra

Abbiamo festeggiato l’anniversario della posa della pietra nel 1956: un momento fondativo che è stato l’inizio di un processo continuo di risposta ai bisogni delle persone con disabilità e di sensibilizzazione della società sui loro diritti.

Vent’anni di attività per Casa Madre Teresa

Dal ricordo dell’apertura nel 2006 all’impegno odierno sempre più in rete con il territorio. Cinque sguardi professionali raccontano due decenni di passione, sfide e umanità nella presa in carico e nella cura delle persone con decadimento cognitivo.

Formazione sull’autismo, obiettivo: qualità di vita

Il 27 novembre l’OPSA promuove una giornata dall’elevato spessore scientifico, aperta a professionisti sanitari, assistenti sociali e insegnanti. Perché l’autismo «richiede responsabilità condivise e competenze integrate».

Volti e relazioni insieme come colori delle vetrate

Gli appuntamenti di settembre, fatti di formazione e momenti di festa, segnano per i volontari dell’OPSA la ripresa del cammino quotidiano di servizio nella nostra struttura.

VITA DELLA CASA

In viaggio verso Lourdes con la gioia di tornare

L’annuale pellegrinaggio, con la fondamentale collaborazione di Unitalsi, ha visto la partecipazione di 14 Ospiti e regalato esperienze ed emozioni da condividere al rientro. Qui un racconto a due voci dei giorni trascorsi in Francia.

L’autunno della Casa: esperienze in pienezza

Dalla raccolta dell’uva alle tavole in festa, dalle note di un’orchestra alle coreografie di danza sul palco: l’OPSA accoglie la stagione fredda con il calore della condivisione e delle relazioni grazie a momenti di incontro, cultura e amicizia.

OPSA E VITA DELLA CHIESA

I Santi della Carità
Carlo Liviero

Carlo Liviero (1866 – 1932), beato, bescovo, fondatore. Memoria liturgica: 30 maggio

La Chiesa ci parla
L’IA può “imitare” l’uomo ma non “essere” l’uomo

In questo terzo approfondimento dedicato all’enciclica Magnifica humanitas ci concentriamo sul rapporto (inesistente) tra intelligenza artificiale e corpo: essa non lo possiede, quindi non può vivere esperienze e maturare relazioni autentiche.

La Provvidenza all’opera
Don Calabria: la fiducia è anzitutto non avere

Per il sacerdote veronese, fondatore di quella che sarebbe diventata l’Opera a lui ora intitolata, bisogna affidarsi al Signore in modo totale, donando quotidianamente tutto ciò che si riceve, senza accumulare nulla da parte.

EVENTI

Insieme per dirci grazie di un successo condiviso

Sederci a tavola dopo una lunga giornata di lavoro e di servizio, stanchi ma soddisfatti: l’abbiamo fatto ogni sera di OPSA in Prato, che abbiamo ricordato il 23 ottobre con una cena di ringraziamento dedicata ai volontari e ai partner della manifestazione.

AMICI DI OPSA

Estate 2026: servizio, silenzio e spiritualità

Le tre parole, scelte da Sharoni per descrivere il suo campo servizio all’OPSA, sintetizzano il percorso dei quasi cento ragazzi e ragazze che hanno trascorso questa esperienza nella nostra Casa, sia che fosse individuale o di gruppo.

Generosità “sul piatto” con amici di lunga data

Dalla storica fornitura di carne bianca dell’azienda SOPAS alla tradizione delle mele del Trentino, portate all’OPSA dalla Croce Rossa della Val di Non: storie di amicizia e generosità vicine alla nostra Casa.

la Provvidenza non è in vendita: la quota associativa per riceverla è a contributo libero.
Per ricevere a casa una copia de la Provvidenza, lasciaci il tuo indirizzo compilando questo form.