LA PROVVIDENZA – GENNAIO 2026

Editoriale
Il 6 gennaio, con la chiusura dell’ultima Porta Santa a San Pietro, è terminato l’anno giubilare dedicato alla Speranza e, ad onor del vero, tutti auspicavamo che il 2026 incominciasse sotto migliori auspici. Oggettivamente non è così e le nubi che si scorgono all’orizzonte non lasciano presagire tempo sereno. Ci si sta rendendo conto che siamo assediati in maniera sempre più stretta da quella che acutamente Papa Francesco definì la “terza guerra mondiale a pezzi”. Ma è nel momento di sconforto che bisogna farsi “Pellegrini di Speranza”, anche e soprattutto a Giubileo terminato. La pace sia con voi, il saluto di speranza che Gesù fece agli apostoli intimoriti chiusi nel cenacolo (saluto già usato il giorno della sua elezione al soglio pontificio), è stato scelto da Papa Leone XVI come incipit del messaggio per la LIX Giornata Mondiale della Pace. Un titolo chiaro ed inequivocabile che termina chiedendo esplicitamente di portare «una pace disarmata e disarmante» pur tra le minacciose circostanze in cui ci troviamo a vivere.
Il Papa nel titolo usa in maniera esemplare i due participi, presente e passato, del verbo disarmare. Egli invoca una pace disarmata ben argomentando che il mondo ha già usufruito di una pace basata sulla deterrenza nucleare, una pace con una spada di Damocle sempre sul capo. Una pace disarmata implica certamente una chiara scelta a diminuire le spese militari, che va in controtendenza con ciò che è accaduto negli ultimi 10 anni (SIPRI Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma 2025). ma chiede energicamente di cercare «le idee giuste, le frasi soppesate, la capacità di dire che la pace è vicina» anche se costa la presa in giro, la derisione! Ma la pace è anche disarmante. Che potere ha la pace vera! A Natale, Dio si fa bambino, la creatura più disarmante e fragile, armata solo di un sorriso o di un pianto. Sappiamo che nulla ha la capacità di cambiarci quanto un figlio o una persona fragile. La fragilità umana, diceva Papa Francesco, «ha il potere di renderci più lucidi rispetto a ciò che fa vivere e ciò che uccide […] ed è forse per questo che si tende a sfuggire le persone fragili e ferite in quanto hanno il potere di mettere in discussione le nostre scelte, sia da singoli che da comunità». Nel nostro piccolo sperimentiamo questo potere pacificatore della fragilità. I nostri Ospiti aprono sempre il cuore a chi viene in contatto con loro, offrendo una pace e serenità che non penseremmo mai di incontrare e di acquisire qui all’Opera! Proprio il giorno di Natale, Papa Leone, nella preghiera Urbi et Orbi, ha ricordato che «nel farsi uomo, Gesù assume su di sé la nostra fragilità, si immedesima con ognuno di noi» e ha citato alcuni versi tratti da una poco conosciuta ma profonda poesia, Una pace selvaggia, del poeta israeliano Yehuda Amichai (1924-2000), nella quale egli invoca una pace profonda, umana, naturale, non formale, senza timbri ne proclami di parte: Non la pace di un cessate il fuoco / nemmeno la visione del lupo e dell’agnello, / ma piuttosto / come nel cuore quando l’eccitazione è finita / e si può parlare solo di una grande stanchezza[…]Che venga / Come i fiori selvatici, / all’improvviso, perché il campo / ne ha bisogno: pace selvatica. Buon 2026 di pace disarmata e disarmante, di wildpeace e di speranza da tutta l’Opera della Provvidenza S. Antonio.
In questo numero
OPSA È
- Giubileo 2025: abbiamo accolto oltre 10.000 pellegrini di speranza
- Volontariato aziendale, Storeis incontra OPSA
- Il valore della partecipazione: la sinergia con le famiglie per il progetto di vita
- L’Arche Kenya ci ha scritto
VITA DELLA CASA
- Il Graticolato in visita: la gioia di ritrovarsi con i vecchi amici
- Tra Natale e Capodanno
- Epifania in teatro e festa con dolci
OPSA E VITA DELLA CHIESA
- La Chiesa ci parla
Di quali preti ha bisogno la Chiesa? - La Provvidenza all’opera
L’ardore di san Francesco - I Santi della Carità
Vincenza Maria Poloni - Giubileo all’OPSA
Un giorno speciale per tutti i volontari
EVENTI
- È possibile salvare il Sistema Sanitario Nazionale
AMICI DI OPSA
- Il Panettone della Carità e della Speranza
- Gruppi in visita
Numeri recenti
la Provvidenza non è in vendita: la quota associativa per riceverla è a contributo libero.
Per ricevere a casa una copia de la Provvidenza, lasciaci il tuo indirizzo compilando questo form.




